Le launeddas
sono lo strumento musicale più antico che esista in Sardegna (I millennio A.C.) nel cuore
del Mediterraneo. E' formato da tre canne e viene suonato mediante la tecnica della
"respirazione circolare".
Mediana é il nome di un tipo
di launeddas e di un quartetto composto da Paolo Damiani, Carlo Mariani, Michele Rabbia e
Sandro Satta.
Il "suono continuo"
del bordone, la sua circolarità rituale divengono necessariamente il centro ed il medium
di ogni fare compositivo, qui attuato attraverso processi più che concluso in forme
preconfezionate. Il concerto é vissuto come un viaggio ove rapporti consolidati (ruoli
strumentali ?) vengono messi in discussione e resi incerti, ogni sicurezza é sospesa ...
Ciò che accomuna il nomadismo
dei solisti in scena é la ricerca di un centro (del proprio centro ?), del C(U)ORE di un
suono COMUNE tutto da inventare ogni volta. L'emozione nasce dal movimento, Mediana
provoca danze sospese, cambiamenti. E distanze: ci si abbandona quando si é troppo
vicini, come ha raccontato Wim Wenders ne "Il corso del tempo".
Forse Mediana cerca
l'attimo tra passato e futuro, il tempo scorre senza l'obbligo della narrazione. Ci sono
piuttosto tante piccole storie, labirinti in cui perdersi può significare l'inizio di un
nuovo andare.
Attenzione però: non c'é
labirinto che si rispetti che non abbia un centro, un Medium, "ciò che sta in
mezzo". Senza un centro non esiste un vero labirinto nel dinamismo del percorso.
Centro anche geografico: un punto d'intersezione tra la terra e il cielo, un punto
d'arrivo come la cima della montagna, un luogo sotterraneo al limite tra luce e buio, tra
vita e morte.
Si va verso il centro per il
desiderio di incontrare sapere e mistero, si costruisce un centro per creare un mondo, ci
si mette in viaggio per trovare un proprio centro, encore.
" L'uomo non può vivere
senza costruire a se stesso uno spazio sacro, un centro " (MIRCEA ELIADE)